Come vi permettete diminacciare i nostri vicini? Deputato repubblicano attaccato verbalmente
Jay Carey mentre attacca verbalmente il deputato repubblicano
di Nicola Sparano
Prima o poi doveva accadere.
«Sostieni Trump nel voler annettere il Canada o la Groenlandia? Ti piace il modo in cui tratta il leader canadese, chiamandolo ‘governatore’ invece che premier o presidente? È così che un diplomatico dovrebbe comportarsi? È questo il modo in cui gli Stati Uniti dovrebbero relazionarsi con i loro vicini più stretti?».
Queste domande sono state rivolte ad un senatore di Trump da parte di un cittadino americano ex militare di 54 anni, Jay Carey.
Dunque, anche i Repubblicani cominciano a ritenere che hanno preso una grossa cantonata nel portare alla Casa Bianca un presidente che non rispetta emici, alleati e trattati internazionali regolarmente firmati.
In un incontro pubblico ad Asheville (duel quale ci sono foto e video, niente fake news dunque) organizzato dal deputato repubblicano Chuck Edwards, membro della Camera dei Rappresentanti per lo stato della Carolina del Nord dal 2023, si è trasformato in un vero e proprio scontro acceso, con i cittadini che lo hanno messo alle strette sulle politiche estere dell’amministrazione Trump e sulla gestione della crisi in Ucraina.
Il clima è rapidamente degenerato, con le tensioni che sono sfociate in proteste fuori dalla sala, tra cui cori contro Elon Musk: «Deportate Musk!».
L’evento, tenutosi giovedì, è andato fuori controllo quando Edwards è stato bersagliato da domande pungenti da parte del pubblico.
Tutto è iniziato con un cittadino che ha incalzato il deputato con una serie di interrogativi diretti: «Sostieni l’annessione del Canada e/o della Groenlandia? E voglio solo un sì o un no, senza divagare. Non voglio sentire del tuo lavoro in ufficio, voglio solo la tua opinione chiara su questo punto.»
Tra gli applausi della folla, l’uomo ha continuato: «Sostieni Trump nel voler annettere il Canada o la Groenlandia? Ti piace il modo in cui tratta il leader canadese, chiamandolo ‘governatore’ invece che premier o presidente? È così che un diplomatico dovrebbe comportarsi? È questo il modo in cui gli Stati Uniti dovrebbero relazionarsi con i loro vicini più stretti?».
Il deputato non ha risposto, naturalmente, divagando e prendendosi salve di fischi.
SUD AFRICA NEL MIRINO DI TRUMP
Dopo aver messo alle strette mezzo mondo – eccetto la Russia – Trump ha cominciato a prendersela anche con il Sud Africa espellendo come persona non grata l’ambasciatore del Sudafrica Ebrahim Rasool.
E’ l’ultimo sviluppo di un periodo di pessimi rapporti fra i due paesi cominciato con l’insediamento di Donald Trump come presidente lo scorso gennaio e in parte alimentato da Elon Musk, sudafricano di nascita, e dal suo controverso rapporto con il paese d’origine e la sua storia di apartheid.
Normalmente in casi del genere, si cacciano funzionari di secondo piano, ma negli USA di Trump non c’e’ nulla di normale, quindi a rimetterci sono anche gli ambasciatori.
DAZI SUI GIOCATORI DI HOCKEY
Sara’ un caso, anzi e’ stato certamente un caso. Ma dopo l’ipotesi che Trump potesse tassare anche la presenza di Pulisic al Milan, a qualcuno in Canada e’ venuta l’idea di poter tassare i giocatori di hockey di nazionalita’ canadese che militano in squadre americane della NHL. Il 42% dei roster dei team americani e’ composto da giocatori nati nel Paese che Trump vorrebbe annettere. Il 20% sui loro salari sarebbe una bella sommetta.