E’ morto Neeskens, non fu “gentile” con Paolo Rossi
Stadio Monumental, 21 giug no 1978: una fase della partita Italia-Olanda, Krol anticipa di testa :Paolo Rossi questa volta sfuggito alla marcatura di Neeskens (alle sue spalle).
di Nicola Sparano
È morto a 73 anni Johan Neeskens, leggendario calciatore di Ajax, Barcellona e Nazionale Olandese negli anni Settanta. Definirlo centrocampista è riduttivo. Nel “calcio totale” ideato dall'allenatore Rinus Michels, Neeskens era il massimo esponente del tutti fanno tutto, anche francobollare senza andare il sottile il piu’ pericoloso degli attaccanti avversari.
Neeskens era infatti anche uno tosto, sull’uomo menava: ne sa qualcosa il nostro compianto Paolo Rossi.
Neeskens l’ho visto giocare, e coperto d’insulti, in quell’Italia-Olanda, mondiale argentino, passato alla storia per i gol da lontano incassati da Dino Zoff.
In palio c’era la finale mondiale.
Il 21 giugno 1978 si giocava al Monumental di Buenos Aires, 70 sugli spalti, io ero in tribuna stampa.
Nel primo tempo li mettemmo sotto, contrattaccando con efficacia senza che Zoff corresse pericoli.
Dopo 19 minuti andammo in vantaggio con un’autorete di Brands che infilo’ la sua porta per anticipare Bettega che era stato lanciato da Rossi.
A questo punto a Neeskens venne ordinato di marcare Rossi, gli si appico’ addosso come poi avrebbe fatto Gentile con Maradona e Zico.
Gentile interveniva sui due fuoriclasse quando avevano la palla, Neeskens maltrattava Rossi a palla lontana, mentre l’arbitro spagnolo non poteva vedere e con i guardalinee a guardare le mosche.
Era comunque furbo Neeskens, non entrare spaccaossa – che avrebbero attirato l’attenzione – ma Rossi era avviluppato in una ragnatela di trattenute, gomitate e piccoli falli, che in pratica lo cancellarono dalla gara.
Alla fine vinsero loro, con due tiri da lontano - di Brands (quello dell’autore) e di Haas – che fecero finire sulla croce Dino Zoff (che si rifece quattro anni dopo in Spagna).
Ancora oggi, dopo tantissimi anni, io sono convinto che quella partita l’avremmo vinta se gli ufficiali di gara non avessero permesso a Neeskens di usare le maniere forti per limitare Pablito.
Dopo la rete di Haan un giornalista olandese che era nella sezione delle tribuna stampa riservata alla stampa estera si mise ad esultare insultando in inglese l’Italia e gli italiani.
Quella volta mi fermarono in tre, altrimenti gli avrei menato.
A “vendicarci” fu poi l’Argentina che facere restare quel mondiale nella gola dei tulipani.