La festa del tacchino con fumogeni e pizza

(Da anni 150 persone presenti all’evento senza alcun scopo di lucro. Fumogeni prosticano un lieto evento. Pizza napoletana su quattro ruote. Sotto un pino riposa Lorraine).

di Nicola Sparano

Fumogeni di color rosa.

Sembrava di essere allo stadio dopo un gol.

Invece quella nuvola pronosticava l’arrivo di una bambina che tra poco aumentera’ di una unita’ il clan canadese degli Zaffino di Serra San Bruno.

Non so chi, dove o come, abbia inventato questa procedura per scrutare nel futuro.

Una volta per predire il sesso del nascituro si andava ad occhio: se ha la pancia alta e’ maschio, se bassa e’ femmina, o viceversa.

La versione moderna, al posto della levatrice ha … un’automobile d’epoca sotto le cui ruote anteriori sono posizionati alcuni candelotti fumogeni.

Quando l’autista da’ la derapata, accellerando da zero a cento, i candelotti scoppiano ed il fumo appare.

E’ rosa il colore del nascituro, evviva.

E’ stato l’evento culminante della giornata del tacchino che ha radunato, come ogni anno, la parentela originale e quella acquisita, circa 150 presenti tra uomini, donne e piccirilli.

Noi di sangue italico siamo come la gramigna, cresciamo e ci espandiamo da secoli all’estero, Irlanda e Grecia nella circostanza ma anche nelle due America e ai Caraibi.

C’erano le famiglie dei figli maschi, quelli delle femmine e tutte le derivazioni create dai matrimoni multirazziali che espandono il clan calabrese senza scalfire lo zoccolo duro della “calabresita’”, cioe’ di coloro che la buonanima di Mino Reitano ha immortalato cantando: “Li megghju figghji si 'ndi jiru fora”.

Il “fora” di questi “figghij” e’ il Canada, una nazione con pregi (molti) e difetti (pochi rispetto al Bel Paese), dove abbiamo capovolto tutti gli stereotipi legati all’essere italiani in generale, calabresi, siciliani o napoletani in particolare.

Senza perderci in divagazioni sdolcinate legate alla nostra escalation finanziaria/politico/culturale, vale la pena ricordare che quei famosi “figghji” hanno conservato, nutrito e accresciuto il senso di appartenenza alla famiglia.

Appartenenza alla famiglia: lo psicologo spiega qualcosa che ogni italiano, acculturato o meno, ha nel sangue: e’ nel contesto familiare che si sviluppano le prime relazioni affettive e si impara a condividere valori, tradizioni ed esperienze comuni. Una volta si imparava con un scappellotto o peggio. Ora ci si arrangia tramandando cultura e tradizioni con la pizza.

Vero, no?

La Festa del Ringraziamento tenutasi appena fuori Keswick (70km a nord i Toronto, zona Georgina) nello spazio extra large tra i due bungalows di nonna Immacolata e suo figlio Ralph fu ideata in occasione del 60mo compleanno del padrone di casa.

Furono invitati tutti i parenti diretti ed indiretti, circa 150.

A tutt’oggi la festa ha piu’ o meno lo stesso numero di partecipanti ed il medesimo andazzo.

Giochi per i piu’ piccoli, calcio e football per i teenegers, un bicchiere o due per gli uomini pettegolezzi a gogo per signore e signorine.

Sotto la prima tenda c’e’ ogni ben di Dio, compreso teglie di tacchino pronto per l’uso (tagliato a pezzetti).

Sotto la seconda si gozzoviglia, passando per il furgone vendita della pizza.

E si’, sul furgone campeggia la scritta WOOD OVEN PIZZA, Neapolitan Style.

Il prodotto che il pizzaiolo sforna e’ accellente, lo giuro.

La pizza, cotta a legna, e’ croccante al punto giusto.

Il pomodoro e’ fresco, il basilico anche e la mozzarella non e’ proprio di bufala ma e’ un eccellente cugina di secondo grado.

Il tutto servito sul piatto d’argento, gratis.

In verita’ per la festa c’e’ l’usanza della busta, come ai matrimoni anche se notevolmente meno pesante per cui coprira’ soltanto una minima parte delle spese che comprendono castelli gonfiabili per i piccolini, dj per chi danza, fotografo per chi vuol farsi immortalare, artista che trasforma i volti dei ragazzini in angeli o diavoli usando pennello e vernici lavabili. E poi c’e’ il cibo, ordinato e deliverato da Sweet Dessert.

Ma perche’ organizzano questa festa, perche’ cosi’ in grande?

Gli Zaffino non sono ricchi, non sono in politica e non hanno esercizi commerciali o prodotti da propagandare.

Lo fanno, ci crediate o no, per la loro famiglia e per quelle dei consaguinei.

Grazie, thanks, per la vostra generosita’.

*Cercando i funghi ho trovato un gatto con tre stivali

Prima di andare alla festa di cui sopra mi ero ritrovato in una selva oscura (sorry Divin Poeta), che pero’ era un boschetto boschetto dove ho sempre raccolto funghi.

Stavolta nada, niente, nyet, manco pa capa, eppure e’ il tempo giusto.

Solo che c’e’ stata poca pioggia e quel poco non e’ filtrata, sotto gli alberi; la terra e’ secca come Gimbo Tamberi, il campione olimpico di salto in alto che per vincere l’oro e’ diventato letteralmente pelle a ossa restando comunque fuori dal podio.

Il terreno era tanto asciutto che un gigantesco pino e’ crollato non sostenuto dalle radici che si espandono orizzontalmente, non in basso.

Misteri della natura.

Sotto un altro maestoso albero ho trovato un sasso con su scritto un nome – Lorraine - e tre impronte.

Presumo fosse la tomba di un gatto con una zampa in meno.

“Proprio qui lo dovevi sotterrare”, ho urlato in virtuale (cioe’ non a parole ma nella testa) a coloro che hanno provveduto alla tumulazione arborea, poi mi e’ venuto in mente Toto’ e la sua Livella.

Anche per i gatti il dopomorte e’ uguale per tutti.

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