L’Aquila, annullata la sentenza shock per studenti morti nel sisma: “Le vittime non hanno colpa”
A cura della redazione Cronaca nazionale L’Aquila
I risarcimenti erano stati decurtati del 30% perché, secondo i giudici di primo grado, le persone non scapparono dopo la prima scossa ma rimasero in casa
02 Aprile 2025 alle 10:48
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Annullata la sentenza shock in cui persero la vita 309 persone nel terremoto del 6 aprile 2009 a L’Aquila che stabiliva una sorta di colpa nei confronti delle vittime che non erano scappate alla prima scossa, decurtando quindi del 30% il risarcimento nei loro confronti. La Corte d'Appello dell’Aquila alla vigilia del 16° anniversario da quella tragedia ha ribaltato la sentenza di primo grado annullando, di fatto, quella contestata decurtazione del 30% sulla quota di risarcimento da destinare ai familiari.
Comportamento giusto
La sentenza di primo grado, secondo i giudici dell’Appello, non teneva conto di come la città fosse in realtà interessata da uno sciame sismico che durava da mesi, con scosse di medio-bassa intensità a cadenza quotidiana, né dell’ambiguità riguardo l’esito della famosa riunione della Commissione grandi rischi, chiamata a dare una risposta a oltre 50mila cittadini allarmati, e invece risoltasi in «un’operazione puramente mediatica», come drammaticamente ammesso dall’allora capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, che mai si aspettava di essere intercettato.
Le motivazioni
«Si è trattato», secondo i giudici della Corte d’Appello dell’Aquila, «di una decisione di effetto dirompente, anche perché, nonostante la gravità del postulato, non contiene sul punto un’adeguata motivazione, e, ancor prima, una doverosa analisi della vicenda concreta e dei principi giuridici applicati. Nel caso in esame, peraltro, senza dunque una approfondita analisi della vicenda concreta, il giudice di I grado ha basato il ritenuto concorso colposo delle vittime sulla loro condotta – apoditticamente ritenuta “obiettivamente incauta” e consistita nel rimanere nell’edificio nonostante nella serata del 5 aprile e poco dopo la mezzanotte, si fossero verificate due scosse telluriche, come se il verificarsi di queste (delle quali neppure si deduce l’intensità), avrebbe imposto alla persona ragionevole di abbandonare l’edificio».
I risarcimenti
La sentenza condanna in via solidale ministeri e le eredi Del Beato a corrispondere le seguenti somme: a Ferdinando Verzilli 332.435 euro, a Olga D’Eusanio 332.435 euro, a Gianfranco Verzilli 137.538 euro, a Maria Grazia Piccinini 340.257 euro, ad Alessandra Rambaldi 144.330 euro – ferma la somma di 180.000 euro già liquidata in primo grado, ma senza decurtazione del 30%, quale erede di Ferdinando Rambaldi, deceduto il 10 ottobre 2012, un totale di 324.330 euro – ad Antonia De Berardinis 332.435 euro a Maurizio Guercioni 142.632 euro oltre la somma di 90mila euro ciascuno quali eredi di Edmondo Guercioni, deceduto il 9 maggio 2013 e, quindi, 422.435 euro complessivi ad Antonia De Berardinis e 232.632 euro a Maurizio Guercioni – ferma restando la somma già liquidata in primo grado a titolo di danno patrimoniale.