Tariffe a chi coglie coglie

di Nicola Sparano

 

Ha dichiarato guerra a tutto il mondo, eccetto la Russia. Perche’? I giannizzeri di Trump lo spiegano in modo confuso, ed anche fosse chiaro il motivo chi crederebbe a Trump che manipola dati, numeri ed opinioni cambiando idea ogni volta che un refolo di vento gli scompiglia la chioma ossigenata. Oltre alla Russia nella tabella mancano Canada e Messico, ma e’ una omissione fantasma, visto che, per quanto riguarda il Canada, le precedenti tariffe sulle componenti restano in vigore mettendo a serio rischio migliaia di posto di lavoro.

La tabella dei dazi comprendente 60 Paesi  e’ in una specie di dichiarazione formale di guerra non ad uno stato singolo, ma a chi coglie coglie, visto che sono state colpite isole abitate soltanto da pinguini.

Trump  ha  imposto il 10% a tutti i paesi indistintamente, ma la sua scure si è abbattuta con maggior forza su quei 60 paesi che lui definisce “worst offenders”, Cina e Unione Europea.

La guerra della tariffe risponderebbero alla necessità di replicare alle barriere al commercio imposte dagli altri paesi del mondo a un paese – gli USA – che invece è tra quelli che applica(va) dazi tra i più bassi (quest’ultima parte è l’unica cosa vera).   In pratica, se c’è un deficit commerciale USA questo è dovuto al fatto che gli vengono ingiustamente applicate barriere tariffarie (ovvero dazi) e barriere non tariffarie.

La strategia di Trump, comunque, ad occhio e croce, ha due ostacoli da superare: 1) Il primo è che con i dazi Trump spera non soltanto di proteggere, ma anche di rivitalizzare le industrie americane che  decideranno di abbandonare paesi come la Cina e il Vietnam e di tornare negli Stati Uniti. Su questo molti economisti sono scettici.

2) I dazi hanno qualche possibilità di funzionare quando sono mirati e calibrati per proteggere uno specifico settore industriale. I dazi di Trump invece sono indiscriminati e colpiscono tutti i prodotti importati negli Stati Uniti: li ha imposti anche su merci che gli Stati Uniti non producono, e su settori dove non c’è nessuna industria locale da proteggere. Questo aumenterà i costi (e dunque i prezzi) in maniera generalizzata.

 Dopo l’annuncio del tariffario trumpiano sono crollate tutte le borse del mondo.

“Nessun posto sulla terra e’ salvo”, ha commentato il primo ministri australiano, Anthony Albanese.

PS: dopo l’annuncio del tariffario mondiale tutte le borse del mondo sono crollate e Trump ha perso la prima battaglia.

 

Previous
Previous

L’America e’ perplessa, Trump caotico e selvaggiamente incoerente

Next
Next

L’Aquila, annullata la sentenza shock per studenti morti nel sisma: “Le vittime non hanno colpa”