Trump imita il coglione che si taglio’ il pisellino per far dispetto alla moglie

Oggi, mercoledì 27 marzo, il presidente statunitense Donald Trump ha annunciato che imporrà dei dazi del 25 per cento su tutte le auto importate. Trump ha detto che entreranno in vigore il 2 aprile, e che saranno applicati anche alle parti di auto da assemblare.

Quasi la metà di tutti i veicoli venduti negli Stati Uniti è importata, e anche quasi il 60 per cento delle parti di auto che poi vengono assemblate nel paese. Il Messico è il principale esportatore di veicoli negli Stati Uniti, seguito da Giappone, Corea del Sud, Canada e Germania.

Causeranno in primo luogo notevoli aumenti dei prezzi per i consumatori degli Stati Uniti: sono stati stimati dai media statunitensi in oltre 10mila dollari a veicolo per le auto prodotte all’estero, ma anche di circa 3mila per quelle statunitensi.

Secondo una ricerca del Center for Automotive Research (CAR) con sede nel Michigan, le tariffe automobilistiche del 25 percento costeranno caro agli americani. Quanto caro? Ecco quanto:

*2 milioni di nuovi veicoli venduti in meno all'anno.

**Perdite totali di posti di lavoro negli Stati Uniti pari a circa 714.700 posti di lavoro e perdite di PIL pari a 59,2 miliardi di dollari.

***Una perdita di 117.500 posti di lavoro su 1,1 milioni di concessionari di auto nuove negli Stati Uniti, con una media di sette concessionari in franchising che perderà sette posti di lavoro.

****Aumenti del prezzo del veicolo tipico venduto negli Stati Uniti di circa 4.400 dollari.

*****Un aumento dei prezzi delle auto usate dovuto all'aumento della domanda e alla riduzione dell'offerta.

******Aumenti del costo di manutenzione e riparazione dei veicoli dovuti ai prezzi più alti dei ricambi automobilistici, "quindi anche mantenere un veicolo esistente diventerà più costoso".

I dazi sono destinati a creare enormi problemi al Canada, che esporta circa l’80-90 per cento delle auto e dei componenti che produce (quasi totalmente verso il mercato statunitense): il settore impiega direttamente circa 125mila persone e vale il 10 per cento dei ricavi dell’industria manifatturiera canadese. Il primo ministro canadese Mark Carney ha definito questi dazi «un attacco diretto» al Canada e ha convocato una riunione del suo governo per valutare come rispondere.

Trump sostiene che i nuovi dazi sulle auto serviranno ad aumentare la produzione interna, ma è un obiettivo che richiede un processo molto lungo e non è chiaro come il presidente statunitense pensi di raggiungere questo obiettivo già da aprile. Spostare la produzione negli Stati Uniti implica costruire nuove fabbriche, un’operazione che può costare miliardi di dollari e che ha bisogno di alcuni anni per essere completata.

 

Previous
Previous

L’Aquila, annullata la sentenza shock per studenti morti nel sisma: “Le vittime non hanno colpa”

Next
Next

Make America British again, l’idea piace a Trump