Ora Tramp potrebbe tassare l’asset americano Pulisic; la nuttata canadese durera’ 4 anni; dazi accesi e spenti ad capocchiam
di Nicola Sparano
Tassare il Milan per lo sfruttamento di un asset amerikano, Pulisic, potrebbe essere l’ultima idea bizzarra che starebbe percolando sotto il ciuffo ossigenato del prepotente individuo che ha mire espansionistiche – economiche ma anche possibilmente militari - peggio di quelle dell’imbianchino con i baffetti ridicoli.
Donald di notte non dorme - non per colpa della First Lady che se l’e’ scritto in fronte come abbia comprato notti d’amore con svariate zoccole – perche’ una ne fa e mille ne pensa.
Non si spiegherebbero altrimenti la raffica di executive orders firmati nello Sudio Ovale e che accende e spegne ad capocchiam tenendo il mondo sulla graticola.
I cosiddetti ordini esecutivi sono l’escamotage, ossia il trucco che gli permette di non osservare leggi e trattati, tradire vecchi alleati, minacciare amici, nemici e tutti coloro che gli fanno ombra.
America First sarebbe il suo obiettivo immediato.
Ma quello a lungo termine e’ enormente piu’ abizioso: Donald First and Forever.
Forever, per sempre, a vita.
La costituzione amerikana non prevede che un Presidente resti in carica per piu’ di due volte,
ma lui ci provera’ perche’ nel papiello ideato dai cosiddetti padri fondatori degli Stati Uniti c’e’ un cavillo che gli permetterebbe il terzo viaggio alla Casa Bianca.
Riuscira’ a farlo?
Speriamo di no.
Intanto pero’ , per noi che sverniamo sotto l’acero, ci saranno “hazzi da hahare” per dirla alla fiorentina.
La nuttata di napoletana gloriosa memoria duro’ tra il tramonto e l’alba.
La nostra nuttata, quella made in Canada, durera’ quattro anni.
Quattro anni di battaglie tra Golia e Davide.
Quella volta Davide aveva un’arma segreta nella manica, un sasso.
Questa volta invece della pietra abbiamo piccoli boicottaggi e ritorsioni - cartellino rosso per gli alcolici e per i prodotti Made in Usa – che faranno male ma non malissimo alle tasche degli amerikani.
Cio’ che potrebbe diventare il nostro vero “sasso” sarebbero i metalli rari, le risorse idriche, il petrolio ed i suoi derivati.
Se l’Ontario chiude l’interruttore della luce che illumina le case di due milioni di alcuni stati confinanti, qualcosa si otterra’.
Maggiore sarebbe l’impatto di fermare l’esportazione dall’Alberta di quattro milioni di barili al giorno di quello che gli stessi americani definiscono petrolio a basso costo”.
In America infatti scrivono: “How a Trump Trade War Puts Cheap Oil from Canada at Risk”, ossia: Come la Guerra commerciale di Trump rischia di fermare il flusso di petrolio canadese a basso costo. Da notare che i 4 milioni di barili al giorno sono il 60% del farbisogno americano, senza il costo del carburante salirebbe.
In ogni caso ora siamo nelle mani di un banchiere , Mark Carney, che ha stravinte le primarie del Partito Liberale e diventa primo ministro.
Dovrà convocare a stretto giro le elezioni.
Dovrà dimostrare capacità di reazione ai dazi e alle mire di Washington: "Viviamo giorni bui causati da un paese di cui non possiamo più fidarci”.
“Non ne faremo mai parte", ha detto.
Amen.
SUL GHIACCIO OCA BATTE AQUILA
Un fotografo dell'Ontario ha immortalato una feroce battaglia sul ghiaccio tra un'oca canadese, simbolo del suo Paese, e un'aquila calva, simbolo degli Stati Uniti: in un momento in cui le relazioni tra Canada e Stati Uniti sono messe a dura prova dalla Casa Bianca di Donald Trump, il duello tra animaliha acquistato valenza politica trasformandosi per i canadesi in un momento di orgoglio nazionale quando a sorpresa è stata l'oca ad avere la meglio. Solitaria sul ghiaccio della Burlington Bay, l'oca era stata attaccata dall'aquila calata in picchiata dal cielo. Sembrava, quello ripreso dal fotografo dilettante Mervyn Sequeira, un duello destinato a finir male per l'animale nazionale del Canada. Eppure, dopo uno scontro di venti minuti immortalato dalla macchina fotografica, il rapace se ne è andato con le pive nel sacco.